I Sali nelle Murature

  

 

 

Ingresso dei sali:  L’acqua che penetra un muro non è mai pura ma contiene e trasporta sempre dei sali solubili disciolti. Penetra per risalita capillare, lateralmente da terrapieni addossati, da WC che perdono, oppure da tetti, o trasportata dalla spuma marina durante le burrasche. Inoltre, i sali possono anche essere già presenti nella malta o nei mattoni.

L’evaporazione:  Finché i sali sono sciolti in soluzione all’interno del muri non vi sono danni. E’ l’evaporazione dell’acqua dalle pareti in contatto con l’aria provoca la formazione dei cristalli.

Posizione dei cristalli:   I cristalli possono formarsi sulle superfici esterne come macchie bianche dette efflorescenze (il “salnitro”). Questi cristalli sono innocui, ma sono il sintomo dell’esistenza di invisibili cristalli interni detti sub-efflorescenze, presenti nei primi 2-2,5cm di spessore del muro.

Danni: I danni sono causati dalle sub-efflorescenze invisibili dei cristalli dei sali. Compaiono anni dopo che l’acqua è iniziata a penetrare e ha cominciato ad evaporare. Vi sono più cristalli dove avviene più evaporazione.
L’evaporazione e la distruzione sono maggiori laddove vi sono più cristalli, cioè laddove l’acqua evapora in maggiore perché il materiale è più poroso e più permeabile.
Nella foto, i mattoni più consumati sono quelli “crudi” più permeabili al passaggio dell’acqua.
Inoltre, si vede nella foto che una forte malta cementizia è stata impiegata per ri-stuccare i corsi consumati. Questa nuova malta è più densa, dura, e meno porosa del materiale dei mattoni.
Pertanto, da essa vi è molto minore evaporazione, meno sali e minore distruzione rispetto ai mattoni.

Meccanismo dei danni – cristallizzazione e ri-cristallizzazione:  I danni sono causati dalle espansioni dei cristalli entro il materiale, sia quando si formano per la prima volta, la cristallizzazione, che a seguito delle variazioni stagionali di temperatura e di umidità, la ri-cristallizzazione. Le forze che i sali possono esercitare sono enormi: centinaia o migliaia di atmosfere, sono forze che possono disgregare qualunque materiale ospite . . . . e lo fanno, visibilmente, tutti i giorni.

La ri-cristallizzazione: Molti sali presenti nei muri ri-cristallizzano, ossia il loro cristallo può assumere diverse forme a seconda della temperatura ambiente e della disponibilità d’acqua. Ad esempio: quando il Solfato di Sodio ri-cristallizza aumenta o diminuisce di volume anche di quattro volte se solo la temperatura oscilla attorno ai 30-35°C e la U.R. attorno a 80-85% – condizioni che sono normali d’estate.
Ripetuti cicli di variazione di temperatura/umidità possono causare gravissimi danni in poco tempo.

La igroscopia: Molti dei sali presenti nei muri possono benissimo prendere umidità dall’aria ambiente, attraverso qualunque intonaco o trattamento traspirante. Sono detti sali igroscopici.
Tale proprietà gli consente di mantenere il muro bagnato da soli anche in presenza di una barriera per impedire nuova risalita. Inoltre, con la stessa umidità i sali esistenti continueranno tranquillamente ad agire ri-cristallizzando.

Effetti della barriera alla risalita: La barriera interrompe la risalita e previene l’ingresso di nuova acqua e sali. Asciuga molto, ma non del tutto, un muro pieno di vecchi sali. Infatti, l’asciugamento ha come conseguenza il trasporto in superficie e la cristallizzazione dei sali che prima erano in disciolti in soluzione dentro il muro.
Perciò, tutti i sali ora escono per evaporazione e la situazione può in apparenza sembrare peggiore alla vista. Inoltre, aumentando la quantità di cristalli aumenta l’umidità che assorbono dall’aria per igroscopia e aumenta la ri-cristallizzazione. In realtà non è così, la cura è giusta, è stata solo eseguita a metà. Bisogna anche estrarre e rimuovere questi sali con l’impacco Cocoon.

Rimedi dopo la barriera alla risalita:  Per quanto detto sopra, tutte le Ditte che formano barriere trattano anche il muro con un prodotto chimico “antisale” che blocca o che neutralizza i sali vecchi e quelli emersi.
Sui muri a faccia a vista dopo la spennellata antisale si impiegano “consolidanti” che, normalmente, peggiorano la situazione. Dove il muro è da intonacare vengono stesi numerosi costosi intonaci speciali: sali-bloccanti, “deumidificanti”, macro-porosi assorbenti, aggrappanti e/o “sigillanti traspiranti”, ecc. Questi rimedi possono funzionare solo in casi di lieve contaminazione da vecchi sali.
 La ragione della inefficacia dei trattamenti chimici è semplice: non riescono a neutralizzare o a bloccare tutti i sali presenti perché la spennellatura non riesce a raggiungere la profondità necessaria per neutralizzarli tutti, oppure perchè il blocco funziona finché può, mentre gli intonaci macroporosi assorbenti nascondono i sali e funzionano solo finché possono.
Quando si saturano perché non possono più contenere i sali, si rovinano e i problemi rimandati ricompaiono.