BENESSERE TERMOIGROMETRICO

 

STIAMO PARLANDO DI:

TEMPERATURE INTERNE DELL’ARIA E DELLE SUPERFICI

  CONTROLLO DELLE UMIDITA’ 

CONTROLLO  RICAMBIO DELL’ARIA

 

 

 

 

          

 

 

Per parlare di Comfort ambientale bisogna partire con il spiegare il parametro principale, il “Benessere Termigrometrico”. I riferimento del tema allo studio sono le temperature, l’umidità, il movimento dell’aria e il rinnovo d’aria fresca in sostituzione di quella viziata. Affinchè in un ambiente confinato si possa parlare di comfort termigrometrico, sia la temperatura che l’umidità devono mantenersi entro certi limiti. Le due variabili sono interdipendenti, nel senso che è possibile realizzare le condizioni di comfort termoigrometrico modificando entro certi limiti, anche solo uno dei due fattori citati. Ad esempio, nei mesi estivi se la temperatura e l’umidità sono alte, si prova la sensazione di caldo eccessivo. Abbassando anche la sola umidità mediante un deumidificatore, senza variare la temperatura è possibile raggiungerele condizioni di comfort. Nei mesi invernali avviene l’opposto, se l’aria è più secca si avrà una maggiore senzazione di freddo, rispetto, all’aria più umida avente la stessa temperatura. Ciò avviene perchè se l’aria è molto secca, la traspirazione cutanea viene favorita e ne consegue una relativa, maggiore sotrazione di calore evaporativo sulla pelle, con abbassamento della temperatura, dalla quale deriva la sensazione di freddo.
Un’altro aspetto rilevante correlato al comfort termoigrometrico negli ambienti confinati riguarda la temperatura delle superfici interne dell’edificio, sia del pavimento, che del soffitto e delle pareti, i quali emettono calore radiante. Se la loro temperatura è molto bassa rispetto a quella dell’aria interna, gli occupanti avvertono una sensazione sgradevole di discomfort. Come dato di riferimento per il comfort abitativo si considera
che le superfici interne devono avere una temperatura che non sia più bassa di 2 °C rispetto a quella delle pareti, ad esempio con l’aria interna di 20 °C le superfici devono trovarsi come minimo a 18 °C. Questo perchè il nostro corpo emette calore, in funzione della sua temperatura di 37 °C, e le pareti dell’edificio emettono anch’esse calore in funzione della loro temperatura. Le leggi di Stefan Boltzmann sull’irragiamento dell’energia ci spiegano tutte le proporzioni.
Un’altra causa di basso comfort abitativo è quella relativa a temperature superficiali molto diverse fra di loro nello stesso ambiente, e prende il nome di “assimetria radiante”, cioè il nostro organismo percepisce negativamente il fatto che una superfice abbia temperature molto diverse rispetto a quelle circostanti. Come vedremo, le superfici fredde, oltre ad essere causa di disconfort sono anche quelle dove sono favorite le formazioni di muffe e condense.

 

Sostanzialmente le cause di discomfort in un ambiente sono riconducibili alle seguenti quattro sensazioni

  • Raffredamento del corpo causato da correnti convettive d’aria
  • Raffredamento o riscaldamento di parti del corpo dovuto all’irraggiamento termico non uniforme (assimetria radiante)
  • Elevati gradienti verticali delle temperature dell’aria (piedi freddi testa calda)
  • Temperatura non confortevole del pavimento (troppo calda o troppo fredda) 

 

Al fine del nostro studio riguardante le muffe e le condense, ci sono alcuni elementi relativi al comfort che meritano di essere approfonditi più dettagliatamente. In particolare, le muffe e le condense, si formano prevalentemente in queste condizioni

  • Elevata umidità e bassa temperatura delle superfici
  • Elevata umidità relativa dell’aria
  • Scarso ricambio d’aria
  • Aria calda

Documento tratto dal libro Muffe e Condense di Marco Argiolas