Armonia delle Proporzioni

 

 

 

Dedichiamo questa riflessione alla “proporzione aurea”, un argomento simbolo che offre anche lo spunto per alcune indicazioni pratiche. L’armonia di una forma risulta dalla coerenza compositiva basata sulla ripetizione ordinata dei motivi guida che sono contenuti nella figura principale e nei suoi moduli di sviluppo ( sotto divisioni e relazioni varie). Fra le varie modulazioni che si possono scegliere come riferimento del progetto, il rapporto aureo risulta essere il modulo a carattere più aderente alle esigenze fisiologiche e psicologiche dell’uomo; per sua natura rispondente anche alla massima efficienza e funzionalità tecnologica.

LA PROPORZIONE AUREA

Tutti noi siamo sensibili per programmazione biologica alla bellezza di particolari proporzioni che costituiscono scienza e incanto della natura. La “proporzione aurea” (o “divina proporzione”, secondo i naturalisti del XVI secolo) è presente ricorrentemente e sotto infinite variazioni nella grande maggioranza delle forme di natura e negli schemi matematici e simmetrici che ne regolano la crescita. Tale proporzione sorge dall’equilibrio di dimensioni che sono in rapporto aureo le une con le altre.

La “sezione aurea”, può essere intesa come una serie continua in cui ogni termine è medio proporzionale tra il precedente e il seguente. Se facciamo riferimento alla divisione di un segmento intero e la parte minore. In numero che si determina come rapporto ricorrente fra dimensioni che si determina come rapporto ricorrente fra dimensioni che sono in tali relazioni le une con le altre e compreso tra 0,617 e 0,620. Dunque il numero medio 0,618 costituisce per convenzione il rapporto aureo (o “numero d’oro”).

PROPORZIONI E PERCEZIONE DELL’ARMONIA

La sezione aurea è una dimensione fondamentalmente (benché non l’unica) che assume un ruolo in tutte le strutture naturali sia terrestri che cosmiche ed è stata applicata fin dall’antichità in modo intuitivo nell’architettura, nell’arte e nella composizione musicale. Il rapporto aureo si riscontra nelle forme di natura e nello sviluppo delle spirali, che rappresentano uno dei terminali più ricorrenti di crescita delle forme vitali. In botanica e in mineralogia questi valori si ripresentano ovunque si rincontra la simmetria e la regolarità delle forme e questo si ripete nelle strutture dei minerali e delle piante, delle conchiglie, degli animali e dell’uomo. Gli antichi costruttori egizi utilizzavano come unità di misura per le proprie costruzioni le misure del proprio corpo: il cubito reale (lo spazio del braccio dall’estremità del dito medio fino al gomito), il dito, il palmo ( quattro dita equivalevano a un palmo, sette palmi a un cubito ), confidando che affidarsi a tali proporzioni avrebbe prodotto una sensazione di armonia.

E’ precisamente questa percezione psicologica che si produce in noi di fronte a forme improntate alle proporzioni auree.

Le conclusioni che ciascuno potrà trarre da questa piccola celebrazione potranno essere di tipo minimale, ma non per questo prive di importanza: anche nella progettazione di un tavolo o nella dimensione di una stanza non è secondario fare riferimento alle proporzioni auree. Quello che ci preme è porre l’attenzione su un argomento il cui studio richiederebbe ricerche molto approfondite, ma talmente poco conosciuto da essere nella maggior parte dei casi liquidato come una semplice curiosità.